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Vibo Valentia: un Comitato e una raccolta firme per salvare le Mura greche dallo “sciacallaggio” dei lavori pubblici

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di Antonella Furci

pubblicato il 23 settembre 2016 – ore 16:05

Sono molte le città che vivono immerse nella gloria del loro passato, manifestata con monumenti, musei, chiese, palazzi storici, e lì, dove le proprie radici sono più antiche, con siti archeologici. Ma non è così per tutti.

mura 2Perché ci sono città che per vivere e godere del proprio passato, anche solo per conoscerlo, devono lottare e pure duramente. Una di queste è Vibo Valentia.
Malgrado sia conosciuta solo per gli aspetti malavitosi, per gli archeologi e gli storici Vibo Valentia è qualcosa di molto di più. Una rarità archeologica, quasi unica.
Grazie ai suoi 2700 anni alle spalle è in pratica “quattro città in una”. Per la sua posizione strategica su un altura che si affaccia sul golfo di Sant’Eufemia, l’antica città ha potuto controllare gli eventuali attacchi nemici sia per mare che per terra, consentendo al suo insediamento urbano di non spostare posizione. Perciò, nel susseguirsi dei secoli, delle epoche e della moltitudine di civiltà, la sua comunità è rimasta sempre lì, nello stesso luogo dove si continua a godere della vista mozzafiato in uno dei tratti più suggestivi del Tirreno. La particolare stratificazione del sottosuolo le regalerebbe (e a tratti già le regala) una ricchezza patrimoniale archeologica non indifferente se solo avesse avuto la fortuna di trovarsi in un contesto sociale dove la ‘coscienza’ dell’interesse pubblico fosse stata messa davanti ad ogni cosa. Ma invece si trova qui, in una terra comunque straordinaria ma che da circa cento anni ha visto sfiorire la sua ricchezza artistica e culturale, oltre che etica e morale, e sostituiti al degrado e alla sciatteria intellettuale di coloro che per primi dovrebbero difenderla e valorizzarla.

Sono proprio questi i peggiori nemici di quell’eccezionale gruppo di vibonesi sensibile al bene della propria città e che da mesi lotta per salvare e far rendere visibili le Mura di Cinta di età greca.
Si tratta di un gruppo di professionisti capeggiato dall’archeologa Anna Rotella, dall’artista Antonio Montesanti, dallo storico e studioso Giacinto Namia e dall’Associazione Vibo Insieme, guidata da Michele La Rocca. In pochi giorni la loro battaglia, portata avanti attraverso la costituzione del Comitato Pro Mura Greche, è stata abbracciata in pochi giorni da quasi 500 sostenitori (di cui si prevede l’aumento) che hanno firmato la petizione lanciata dal gruppo e che sarà presentata al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dei Beni e delle Attività culturali e del turismo.
Da mesi la battaglia di questo Comitato è paradossalmente rivolta contro quelli che si presentano come due muri insormontabili: coloro che dovrebbero amministrare e fare gli interessi dei cittadini e coloro che, chiamati a svolgere ruoli di alta responsabilità nella gestione dei beni culturali, come la Soprintendenza, dovrebbero tutelare questa ricchezza di inestimabile valore.

Nello specifico, il Comitato Pro Mura Greche di Vibo Valentia sta lottando per bloccare i lavori di mura2 optrisistemazione della conduttura idrica che si fa passare impietosamente lungo la via Paolo Orsi (che rientra in una delle aree del Parco archeologico della città) dove sono già visibili 500 metri di mura greche, scoperte dal noto archeologo tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale. Lavori che andrebbero a distruggere un altro blocco di mura, che si intravede dagli scavi e che avrebbe una lunghezza di 350 metri. Il Comitato chiede di fermare i lavori e di non ri-seppellire quasto nuovo tratto di antiche mura di cinta.
Il paradosso è che questi lavori del Comune sono stati autorizzati dalla Soprintendenza (la concessione è stata data nel 2012). E’ inutile spiegare come questi interventi andrebbero a minare, in un punto anche sfondare, il nuovo tratto di mura che si intravedono dagli scavi e che sommate alle altre scoperte da Orsi e di 500 metri, si tratterebbe di andare a compromettere seriamente circa 850 metri di cinte murarie del VI – III sec. a.C dell’antica Hipponion (nome della città in epoca greca).
Ma non è solo il tubo piazzato in mezzo alle mura a suscitare sdegno. Ad aggravare la situazione c’è una rampa di cemento realizzata nel bel mezzo di una parte del tratto delle mura scoperte da Orsi, nella zona detta ‘vecchio trappeto’. Anche per quest’area la concessione alla colata di cemento (che pare non rispetti le norme di adegumento ai reperti), a seguito di un progetto comunale, presentato come intervento per l’abbattimento delle barriere architettoniche, è stato autorizzato dalla Soprintendenza.

Alla luce dei fatti i dubbi che affiorano alla mente sono tanti. E’ una questione di ignoranza da parte di chi dovrebbe sapere? E’ una questione di scarsa conoscenza delle normative? Può essere. Ma pur sforzandosi di non fare alcuna congettura, è praticamente impossibile non sospettare della mancanza di trasparenza dei ruoli e delle responsabilità che si nascondo dietro il solito valzer del gioco delle parti, qui così “in simbiosi” e di cui sono evidenti solo gli effetti negativi che si ripercuoto sulla città. Una specie di collaborazione Comune-Soprintendenza che ancora una volta sembra sacrificare l’interesse dei cittadini con quello che potrebbe essere forse “più personale”.
Lungo queste antiche mura greche di Vibo Valentia non si annida solo il pericolo di perdere un patrimonio archeologico così importante per restituire una propria identità culturale, ma anche quella amara consapevolezza di quanto è ancora difficile dare un futuro a questa città che avrebbe tutti i numeri per essere elencata tra quei luoghi di forte interesse turistico-culturale.

   Firma anche tu la Petizione per salvare le Mura Greche di Vibo Valentia
 
     clicca il link:  https://www.change.org/p/presidente-della-repubblica-salviamo-le-mura-greche-di-vibo-valentia-dall-interramento      
                                                                                                                                 

                                                                                                                                           
(Foto da Famesud
: 1. Mura greche oggi; 2.
Scavi P.Orsi anni 1910-20)

 

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Blog di Arte con diverse rubriche di Cultura Made in Italy e Notizie di Arte

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