Arte senza barriereRubriche

Virginia Di Carlo: artefice del proprio miracolo

Per ARTE SENZA BARRIERE la storia straordinaria di Virginia Di Carlo, la ragazza colpita da tetraparesi spastica che ha aperto una scuola di ballo

 

Rubrica a cura di Rosario Rito

Un giorno lo zoologo ed etologo austriaco, Konrad Lorenz, disse e scrisse “Chi si consegna alla Natura non ha bisogno dell’inconoscibile, del soprannaturale, per poter provare rispetto. C’è soltanto un miracolo per lui, ed è che tutto su questa terra, incluse le massime fioriture della vita, si sia semplicemente formato senza miracolo nel senso convenzionale della parola”. Se ci pensiamo un po’, credo che il discorso non faccia una piega per quel che riguarda ogni trasformazione naturale delle cose, compresi gli oggetti. Anzi, se per la natura, i miracoli possono essere rappresentati da mutamenti improvvisi, non sempre dovuti al loro percorso vitale, cos’è o cosa può essere definito Miracolo umano? O meglio: esiste e possiamo definire ‘miracolo’, solo quello per grazia ricevuta o siamo noi stessi – sia nel bene e sia nel male – a essere i fautori del nostro esistere e con ciò, gli artefici del proprio divenire?
Questo dubbio, si è insinuato nella mia mente, dal primo momento che ho iniziato a leggere la storia di Virginia Di Carlo. Lei, grazie al sostegno affettivo, pratico, morale, oltre che litigioso e scontroso con sua sorella Martina (le due si punzecchiano in continuazione), riesce non solo a smentire la propria diagnosi medica, ma ad essere quel poter diventare potenzialità vitale, sia per se stessa e sia per coloro, che come lei, desiderano essere nient’altro che se stessi, e con ciò, tramutare quel “che avresti voluto” in un gran ballo o danza nei confronti della vita. Quella vita che – come sostiene Simona Atzori (leggi qui l’articolo) – non ha bisogno di angosce o denunce, ma di autentici imprenditori dei propri sogni.
Virginia Di Carlo nasce nell’autunno del 1992, a causa di molteplici negligenze al momento del parto, che hanno prodotto parecchie complicazioni alla madre, è stata colpita da tetraparesi spastica che le impedisce di camminare e le provoca un linguaggio affannoso. Realtà o situazione soggettiva questa da far credere ai medici che la piccola non raggiungerà i vent’anni di vita.
Si sa, e credo che sia di normale routine, che tutti desideriamo sempre avere o ciò che non abbiamo o ciò che non possiamo mai fare. E su questo Virginia non è per nulla diversa da una qualsiasi altra persona. Sin da piccola le piace il ballo e siccome il fratello e la sorella vanno a lezione di danza, chiede un giorno alla madre di poter andare con lei ad accompagnarli. Aveva solo undici anni. La madre ci pensò prima di accettare. Anzi, a dirla tutta non voleva, non voleva perché pensava che la sua piccolina avrebbe molto sofferto nel vedere gli altri ballare, voleva proteggerla. Si è vero, a volte si soffre, molto spesso anch’io soffro per tante cose simili, o per tutte le cose che desidererei fare ma non posso.
Sì, perché anch’io ho avuto una storia simile a quella di Virginia, che mi ha causato danni irreversibili. Ma invece Virginia… sentendo musica caraibica incominciò a muoversi – come racconta lei stessa – e ciò non sfuggì all’occhio attento dell’insegnante di ballo.

Non si sa se è per ironia che l’insegnante le chiese se volesse provare. Fatto sta che quando rispose di sì e le porse le mani per alzarla, Virginia non solo inizia a muovere il corpo ma addirittura a fare i primi passi. Da quella volta vi ritornò spesso e un giorno Daria Mingarelli, insegnante di danza caraibica e sportiva, non potendo far finta di non vedere la volontà della giovane di voler ballare, oltre a darle delle lezioni, l’aiutò a realizzare il suo sogno. Sogno sostenuto soprattutto da sua sorella Martina.
Sì, proprio così, quella bambina a cui il mondo della medicina e i suoi addetti ai lavori, davano meno di vent’anni di vita, non solo impara a ballare, ma va anche oltre. Diventa insegnante di ballo, e non solo: va oltre e prende una laurea in scienze motorie. E non finisce qui, continua ad andare ancora oltre.
Dopo la laurea infatti, insieme a sua sorella Martina e col supporto della sua famiglia, riesce ad aprire una scuola di ballo e danza a Druento (To) per persone con difficoltà motorie e cognitive dal nome Dance School – Special Angel.

All’inaugurazione, avvenuta il 17 settembre 2019, partecipano non solo l’intera popolazione anche il presidente del Coni, Giovanni Malagò, oltre a personalità dello Sport e della cultura. Credo, e non solo io, che la soddisfazione più grande per lei sia stata quando a novembre del 2017 le fu conferita l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine di Merito della Repubblica Italiana. Ricevuta per “il coraggio e la determinazione per aver portato avanti e testimoniato in prima persona come lo sport e la passione possono aiutare a superare i limiti derivati dalla disabilità”. Solo nel momento in cui comprenderemo che né la natura né il fato sono i veri e unici destinatari della nostra sorte, saremo in grado di tramutarci in fautori del nostro destino. Virginia è riuscita ad andare oltre, oltre la disabilità e i pregiudizi, oltre le barriere e gli ostacoli.
La gioia che traspare nei suoi grandi occhi ci dice tutto. Ci apre un mondo, un mondo dove la sua grande voglia di vivere, la sua determinazione, la sua grande volontà, l’amore forte e prorompente per quell’arte delicata e meravigliosa che è la danza, prendono il sopravvento. Virginia riesce a trasportarci in quel mondo magico e meraviglioso, dove si sente finalmente se stessa, completamente libera e realizzata, dove il suo sogno si concretizza e diventa realtà.
Una meravigliosa realtà, dove riesce a dare tanto a se stessa e allo stesso modo a darsi pienamente e con gioia e immenso amore agli altri. La danza, quel mondo dove Virginia Di Carlo riesce a far emergere le unicità e a trasformarle in meravigliosi doni che sprigionano forza e grande voglia di vivere ed esempio per tutti. Virginia è l’artefice del proprio miracolo.

Immagine d’apertura: Virginia Di Carlo
Foto © quotidinaovenaria.it

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